Mobirise

26.1.2021

IN ARMONIA CON LE STAGIONI

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Nell’Ayurveda, antica medicina indiana il cui significato in sanscrito, è “la scienza della vita”

 il rispetto dei propri ritmi biologici e la capacità di adeguarsi ai cambiamenti stagionali sono essenziali per mantenersi in buona salute.


Tutto quello che ci circonda ha un'influenza primaria sul nostro stato di salute fisico e mentale.


I cicli naturali del giorno e della notte, delle stagioni e delle fasi lunari, causati dal movimento dei pianeti, toccano infatti da vicino gli esseri umani. In un certo senso, i fenomeni cosmici vengono cioè riprodotti fedelmente nel corpo umano


Secondo i principi della medicina ayurvedica la natura in ogni sua manifestazione è espressione dei cinque grandi elementi (Pancamāhābhūta): etere, aria, fuoco, acqua e terra e tutto viene interpretato e
curato attraverso l’equilibrio dei 5 elementi primordiali di cui l’universo
è composto


I 5 elementi sono le forze originarie, e il loro equilibrio determina la crescita e l’invecchiamento, la salute e la malattia. 


Queste variazioni mutano in cicli di diversa durata: giorni, mesi, stagioni, anni, vita. 

Conoscerle permette di selezionare le diverse tecniche dello yoga in base alle proprie caratteristiche individuali e di scegliere uno stile
di vita che favorisca la salute.

I Dosa rendono visibile la loro presenza attraverso le loro proprietà percepibili che, in Āyurveda, vengono chiamate Guna.

Queste caratteristiche non si manifestano però singolarmente ma è tramite i loro aggregati che possono essere percepite dai nostri sensi.

Questi aggregati vengono in Āyurveda definiti con il nome di Dohṣa.

 • Dohṣa Vāta è espressione delle combinazione di etere ed aria, energia del movimento

 • Dohṣa Pitta è formato da fuoco ed acqua energia di trasformazione

 • Dohṣa Kapha determinato da acqua e terra energia che da struttura al tutto

Ogni persona ha un energia diversa dovuta alla predominanza del dosha determinato al momento del concepimento 

Anche nel ritmo delle stagioni troviamo le caratteristiche dovute alle proporzioni di questi Cinque Grandi Elementi nell’ambiente.

In Āyurveda le stagioni, proprio in virtù di questi cambiamenti ambientali, vengono viste come importanti momenti di transizione che a livello psico-fisico, daranno luogo a tipiche manifestazioni di adattamento alla nuova stagione.


Per quello che riguarda lo yoga e le pratiche ad essa legate è importante tenere presente questo principio:


Il simile aumenta il simile e diminuisce il dissimile

Un fondamentale concetto ayurvedico dice infatti che “il simile aumenta il simile e diminuisce il dissimile”; l’effetto delle variazioni ambientali sugli organismi segue questa regola.

Una pratica diversa per ogni diversa stagione 

Le stagioni ci invitano a mutare la nostra pratica, a trasformarla ed adattarla.  Se ci si pone in ascolto scopriremo in noi stessi il desiderio di quiete in inverno, il bisogno di fiorire delicatamente in primavera, l’energia espansiva dell’estate e quella purificatrice dell’autunno.

Scrive Sandra Sabatini ne “Lo yoga nelle stagioni” : Viene da chiedersi perché in  primavera spesso si sta male, o ci si sente molto stanchi…forse perché in inverno, invece di raccoglierci abbiamo forzato, spinto, là dove ci sarebbe stato bisogno di più ascolto, di più raccoglimento e introspezione. Una spinta che diventa innaturale e quando arriva la primavera, e dovremmo essere pieni dell’energia accumulata, ecco il crollo! 

Proviamo quindi a cercare , nelle sequenze e nelle posture yoga, così come nel pranayama la respirazione, un senso di connessione con la natura , riaffermando la nostra ciclicità e imparando a usare le sue energie specifiche.


Possiamo ritrovare l’alternanza dei dosha nelle variazioni stagionali e nelle fasi della giornata.

La stagione autunnale, da settembre a novembre, quando cadono le foglie e diminuisce la temperatura, è dominata da vata. 


La stagione invernale, da dicembre a febbraio, caratterizzata da nuvole, neve e basse temperature, è dominata da kapha. Inoltre kapha sarà dominante all’inizio della primavera e 

Pitta lo troviamo al termine della primavera e nell’estate, caratterizzata da un aumento di temperatura. 


Le stesse variazioni avvengono durante la giornata. 

Al mattino, dal sorgere del sole fino alle 10, è dominante il dosha kapha. Questa predominanza dà energia, freschezza e a volte sensazione di pesantezza.


A kapha segue poi pitta, fino alle 14, portando appetito, leggerezza ed un maggior calore. 


La fase di Pitta viene seguita da vata, fino al tramontare del sole, che rende attivi, leggeri e agili. 


Kapha sarà ancora dominante dall’ora del tramonto fino alle 22, una fase della giornata dominata da freschezza e inerzia.


Pitta dominerà ancora dalle 22 fino alle 2 del mattino, e sarà responsabile dei processi metabolici del corpo.



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