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22.12.2020

EPIFANIA

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Tanto tempo fa … la dodicesima notte dopo il Natale veniva celebrata la morte e la rinascita di Madre Natura, con riti atti a propiziarsi la fertilità e l’abbondanza dei raccolti da cui dipendeva la sopravvivenza dei popoli.

Ci troviamo nel bel mezzo del portale solstiziale e ogni giorno in questo periodo è carico di energia e significato.

Un tempo si credeva che magiche creature femminili con a capo la dea Diana durante questa magica notte volassero al di sopra dei campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri.

Da questo deriverebbe la figura dell'odierna vecchina dispensatrice di doni: LA BEFANA che con il suo aspetto vecchio e dimesso incarna Madre Natura spoglia, che non da più frutti, reduce dall'inverno e che si approssima però alla sua rigenerazione. 

In questa notte Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. 

Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova.


Nella dodicesima notte dopo il Natale si celebrava quindi con la figura della Befana la morte e la rinascita della natura. 

La vecchia Madre Natura dell'anno trascorso doveva essere bruciata come un ramo secco per far si che dalle sue ceneri risorgesse, con la luna nuova, la giovane natura feconda.


L’importanza dei simboli e dei rituali verrà vissuta in questa pratica con l’obiettivo di rigenerare e riportare Luce dentro ognuno di noi.

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