Quasi tutti abbiamo sofferto di  dolori della cervicale: ecco qualche semplice esercizio yoga che ti potrà in pochi minuto aiutare. Importante inserirli in una routine quotidiana.

Per farlo basta  avere a diposizione una stanza tranquilla, un materassino o tappetino, abiti comodi e qualche minuto da dedicare a sé!

 

 

Vorrei parlarvi  dell’aspetto più “emozionale” della colonna vertebrale:

Simbolicamente la colonna vertebrale è il sostegno del nostro essere, solido ma flessibile.

Al di là delle problematiche meccaniche e fisiche relate al male alla schiena, spesso le cause sono psicosomatiche; la colonna vertebrale è considerata la forza che ci consente di affrontare tutte le situazioni della nostra vita,  rappresenta la sede di sopportazione di tutti i pesi della nostra vita. Sulla colonna vertebrale noi scarichiamo pesi materiali, ma anche emotivi, molte volte ci carichiamo di impegni e di responsabilità, finché poi non è il corpo a dire “basta”. Infatti molti mal di schiena derivano proprio da sopravvalutazione dei propri limiti: il classico blocco alla schiena arriva all’improvviso, senza magari darci nessun segnale di preavviso, proprio per darci uno STOP, e ci costringe a passare periodi a volte anche lunghi, a letto e senza poter svolgere tutti gli impegni quotidiani.

Non a caso possiamo vedere che le persone tese e ansiose, assumendo posture rigide, sono frequenti a patire contratture e strappi.

Ho potuto costatare che le persone più a rischio, sono quelle con uno spiccato senso del dovere, sempre pronte ad aiutare gli altri, anche quando magari non se la sentono, sono persone portate a un eccessivo altruismo, si sacrificano per il prossimo, sono pervase dal senso di colpa, e non si concedono quasi, per non dire mai, un meritato periodo di svago e di relax. .

Perfezionisti e con un forte senso del dovere: ecco i due tratti comuni di chi soffre di mal di schiena..

E’ importante capire, che magari un “SI” detto per non deludere l’altra persona, per assumerci una responsabilità che dentro di noi sentiamo troppo grande, o non ci sentiamo pronti ad affrontare, può trasformarsi poi in un “NO” espresso dal nostro corpo, magari con un improvviso dolore localizzato a livello della colonna vertebrale.

Imparare ad ascoltarci e porci dei limiti è già un buon inizio ci insegna che la possibilità di ritornare in salute è nelle nostre mani. Ecco perché è molto importante analizzare che cosa riusciamo a tollerare e cosa no, che responsabilità siamo davvero disposti a prendere e invece quali no. Questa analisi è una parte importantissima del percorso di guarigione

Lo yoga come sempre ci viene in soccorso, ed in questo caso, oltre ad insegnarci l’ascolto più profondo e a prendere consapevolezza di noi stessi grazie alla pratica di asana specifiche e di ci aiuta ad allungare, elasticizzare e rinforzare i muscoli e le componenti scheletriche di questa zona del corpo, favorendo la diminuzione del dolore, migliorando la postura e prevenendo l’insorgere dei sintomi. Inoltre, grazie alla pratica viene portato nuovo nutrimento a tutte le vertebre della colonna vertebrale, le quali non possiedono una scorta di sangue, ma ricevono nutrimento attraverso il movimento fisico.  In pratica, più ci muoviamo e meglio respiriamo, più la nostra schiena ringrazia!

 

Questa meditazione si concentra sulla pulizia degli organi interni.

E’ ideale da fare nei cambi di stagione, quando si avverte la necessità di fare una bella pulizia generale, oppure ogni volta che ci si vuole prendere cura di se stessi anche dall’interno.

 

In questa stagione è importate depurare tutti gli organi ed i distretti energetici del corpo, cercando di togliere le tossine più “pesanti”.

La tradizione indiana ci insegna a tale scopo una semplice pratica di attivazione energetica:

il massaggio quotidiano di manipura il terzo chakra

( si trova nella parte superiore dell’addome a livello dello sterno)

Si  esegue mettendo 2/ 3 gocce di olio essenziale stimolante come ad es il finocchio, l’ eucalipto il pompelmo oppure l’olio essenziale di palmarosa in un cucchiaio di olio di mandorle o un altro olio il più possibili NEUTRO che avete a disposizione.

Si massaggia in senso circolare  prima in senso antiorario poi in senso orario la zona di Manipura per 2 volte al giorno mattina e sera.

 

Un ottimo  aiuto in questa stagione è

La betulla che aiuta a  disintossicare organi, cellule e tessuti  e  contemporaneamente  riduce la ritenzione idrica favorendo il drenaggio dei liquidi . se avete letto l’email che accompagnava l’ultima pratica lunga spiegavo che in primavera è importante stimolare la circolazione linfatica e questo è un aiuto eccellente.

Potete usarla in questo modo:

Tintura madre 80 gocce in 1L d’acqua, da bere nell’arco della giornata, lontano dai pasti per almeno un mese meglio due.

 

Surya Ravu Mudra è un mudra molto semplice ma anche molto potente,

La parola Surya Ravi Mudra viene dal sanscrito. Ecco il suo significato:

  • Surya significa sole ed è anche il nome del dio del sole
  • Anche Ravi significa sole ed è il nome di uno degli adityas, i 12 dei del sole che risplendono ognuno in un mese diverso
  • Mudra infine significa gesto o sigillo

Come si pratica Surya Ravi Mudra

In Surya Ravi Mudra il polpastrello di pollice e anulare si appoggiano tra loro mentre le altre dita rimangono distese o leggermente sollevate, ma sempre rilassate.

I Pianeti che sono collegati a questo mudra sono il Sole, simbolo di energia, e Urano, simbolo invece del sistema nervoso, della riflessione e dell’intuito.

Con questo Mudra si uniscono l’anulare e il pollice, andando a rinforzare l’equilibrio interiore e la nostra salute psicofisica, intensificando nel contempo la nostra forza e la nostra resilienza.

Con la pratica di Surya Ravi Mudra, quindi, otterrai dei forti effetti energizzanti ma svilupperai anche l’intuizione e rafforzerai i tuoi nervi.

I benefici di Surya Ravi Mudra:

  • acquisirai un senso di calma interiore
  • la tua mente sarà più libera
  • ti sentirai energico e pieno di vitalità
  • rinforzerai il tuo sistema nervoso
  • affronterai le sfide senza paura
  • migliorerà la tua vita di coppia
  • il tuo sistema nervoso sarà più stimolato
  • migliora la tua digestione
  • il tuo corpo sarà rinforzato
  • il metabolismo si attiverà più velocemente
  • l’intuizione sarà ampliata
  • Vivrai con positività i cambiamenti e le trasformazioni.

 

 

Questo Mudra, prende il nome da Kubera, divinità indù della ricchezza.

Il suo uso è svariato e lo si può praticare per quanto tempo si desidera.

Alcuni lo utilizzano per progettare il proprio futuro, per realizzare diversi scopi o desideri.

A livello fisico, apre e decongestiona i seni nasali.

Unite le tre dita e formulate un desiderio pronunciando ad alta voce o mentalmente una frase positiva per tre volte.

Per altri scopi si può praticare una o due volte al giorno per qualche settimana.

 

Come si esegue:

  • Esprimi un desiderio!
  • Ripetilo mentalmente per tre volte, e cerca di visualizzare il momento in cui si realizzerà, sforzandoti di riprodurre la gioia e la felicità che proverai quando si realizzerà;
  • Unisci la punta del pollice con la punta del dito indice e del dito medio.
  • Eseguilo con entrambe le mani.
  • Concentrati sulle sensazioni derivanti dalla leggera pressione delle punte delle dita che sono a contatto.
  • Mantieni il mudra per tutto il tempo che vuoi, fino a quando riesci a mantenere la concentrazione.

N.B. Va fatto con entrambe le mani.

 

Conosciuto anche come Namastè o Namaskar. viene spesso utilizzato come saluto, accompagnato appunto dalla parola Namastè, ma si utilizza anche nei rituali indù, nella danza e nella pratica dello yoga.

I palmi delle mai in questo mudra si giungono davanti al cuore.

Appoggiare le mani unite davanti all’Anahata Chakra, il Chakra del cuore, simboleggia l’armonia tra la parte destra e la parte sinistra, nonché l’equilibrio tra le due parti che si crea proprio nella zona del cuore. La mano destra rappresenta il calore, il giorno, il sole, il futuro, mentre la mano sinistra rappresenta il freddo, la notte, la luna, il passato.

Unendole portiamo il nostro corpo, la nostra mente e le nostre energie al qui e ora, al presente. Questo gesto connette altresì i due emisferi del nostro cervello.

Anjali Mudra è solo in apparenza un gesto semplice in  realtà i sui benefici sono innumerevoli:

  • Calma la mente
  • Libera dallo stress
  • Collega gli emisferi destro e sinistro del cervello
  • Riequilibra la nostra energia interiore
  • Aiuta a entrare in un profondo stato meditativo
  • Aumenta il rispetto che abbiamo verso di noi e verso gli altri
  • Ci mette in contatto con il nostro spirito interiore
  • Aumenta la nostra consapevolezza.

Nella visione yogica del corpo, inoltre, il cuore energetico o spirituale viene visualizzato come un loto al centro del petto. Portando Anjali Mudra davanti al cuore, nutriamo questo cuore di loto con consapevolezza, incoraggiandolo delicatamente ad aprirsi.

Come si esegue:

Sedetevi a gambe incrociate, tenete le mani davanti al petto e unite i palmi e le dita.

Abbassa leggermente il mento verso petto, avvicina tra loro le mani e unisci i palmi proprio davanti al tuo cuore. Allarga le scapole, ascolta il tuo respiro e senti le forze opposte dentro di te che adesso si uniscono pacificamene :logica e intuizione, forza e tenerezza maschile e femminile

Resta in questa posizione per un po’, se vuoi puoi anche chiudere gli occhi, e continua a respirare regolarmente e  ascolta semplicemente il tuo corpo…cosa provi? Senti dei cambiamenti interiori? Ti senti più rilassato?

Per sentire quanto è potente mantenere questa posizione proprio davanti al tuo cuore, prova a spostare Anjali Mudra verso destra o verso sinistra: sentirai un forte disallineamento non solo nelle braccia ma in tutto il corpo.

 

Bagno di suoni con le campane tibetane. Non è un vero e proprio rilassamento ma un breve “bagno di vibrazioni sonore” accompagnate dalla mia voce.

Ho usato molto su me stessa il suono delle campane per aiutarmi con vari problemi fisici ed emozionali e ne ho sempre tratto molto beneficio.

La terapia con campane tibetane è un metodo antichissimo di rigenerazione.

Le prime campane tibetane furono prodotte da leghe di diversi metalli e furono utilizzate già 6000 anni fa nell’estremo oriente. Le campane tibetane sono un fenomeno sonoro misterioso, il quale fu scoperto dai “turisti.

Il suono delle campane tibetane (così come quello del  del gong)  armonizza e rilassa profondamente sia la parte destra che la parte sinistra del cervello.

Elimina la tensione a tutti i livelli e stimola l’espulsione delle tossine dal corpo.

Dopo l’ascolto  le emozioni sono calme e la mente schiarita, mentre le vibrazioni sonore hanno un effetto prolungato sul corpo per parecchio tempo dopo essere state suonate sul corpo.

La campana tibetana è uno degli strumenti più potenti per terapie sonore e vibrazionali. Sono chiamate anche “ciotole cantanti” (dall’inglese “Tibetan singing bowls”) poiché il loro suono risuona molto a lungo dopo che sono state suonate.

Tutte le mie campane, di diverse dimensioni, provengono dall’India e sono state fatte da artigiani, non è facile la loro realizzazione sono infatti composte da una lega di metalli, la quale solitamente contiene da cinque a sette metalli planetari (collegati ai pianeti della nostra galassia): piombo (Saturno), stagno (Giove), ferro (Marte), rame (Venera), mercurio (Mercurio), argento (Luna) e oro (Sole). La dimensione delle campane e la percentuale dei metalli hanno un effetto sul tono, sulla vibrazione e sulla qualità del suono prodotti dalla campana.

Riassumendo: I suoni hanno effetto su tutti “campi”: il campo fisico, mentale e spirituale.

L’effetto fisico delle vibrazioni sonore sul corpo:

  1. profondo relax e rigenerazione dei muscoli
  2. alleviano dolori articolari, muscolari, sciatici, del sistema digestivo, di mal di testa, emicrania, legati a lesioni della spina dorsale, dolori nelle spalle, stimolano la circolazione sanguinea
  3. stimolano la digestione
  4. migliorano il funzionamento sincronizzato di atomi, molecole, cellule, tessuti e organi
  5. migliorano il flusso di energia
  6. le tossine vengono espulse dal corpo
  7. rafforzano il sistema immunitario

 

L’effetto mentale o emotivo:

  1. rilassano la mente, alleviano tensioni mentali/emotive e blocchi
  2. migliorano la concentrazione
  3. le sensazioni interiori si attivano e rilassano
  4. aumentano l’energia e la forza nella vita quotidiana
  5. eliminano dolori mentali/emotivi
  6. aumentano l’autostima, il potenziale creativo e produttivo

L’effetto spirituale:

  1. danno una sensazione positiva verso se
  2. un maggiore equilibrio e armonia nella vita
  3. esperienze di beatitudine
  4. pulizia dei chakra (dei centri energetici e delle nadi – canali astrali)
  5. inserimento di una frequenza più alta nel proprio essere, la quale aumenta la vostra energia e il livello di vibrazione
  6. portano a una vibrazione d’amore più intensa e alta

 

Poter vantare un certo equilibrio, una certa stabilità interiore nella vita, non è da tutti ma è di fondamentale importanza, sebbene gli eventi della quotidianità rimettano costantemente in discussione ogni nostra certezza.

Il respiro quadrato, o Chatushkona Prānāyama è una tecnica di respiro che permette di sviluppare e mantenere attiva la nostra capacità di concentrazione sul qui e ora

È una di quelle pratiche che suggerisco spesso ai miei allievi, soprattutto nei momenti in cui le preoccupazioni, i pensieri affollano la nostra mente creando un certo brusio di fondo che si interrompe di rado.

Come  si esegue :

Se ti è possibile siediti a terra  o  su di una sedia.

L’importante è che tu abbia la schiena allineata tra nuca e coccige e ben distesa. Immagina di essere attraversata nella colonna vertebrale da un filo e di fare uscire immaginariamente questo filo dal vertice del capo. Sentilo sempre un po’ attratto al cielo, tenendo il mento appena rivolto allo sterno insieme alle spalle basse e lontano dalle orecchie. Attiva l’addome per non gravare sull’area lombare. 

Concentrati sul tuo respiro. Lasciati respirare.

Visualizza nello schermo scuro dei tuoi occhi chiusi, come se fosse una lavagna, un quadrato:

  • dal vertice in alto a sinistra inizia ad inspirare per tquattro  tempi seguendo il lato orizzontale in alto;
  • trattieni a pieno per il lato verticale destro per quattro tempi,
  • espira sul lato orizzontale basso per quattro tempi
  • trattieni a vuoto sul lato verticale sinistro sempre per quattro tempi

Segui con gli occhi della mente questa forma quadrata. Aiutati con i lati del quadrato a tenere i medesimi tempi di respiro, tra inspiro, trattenimento a pieno, espiro e trattenimento a vuoto.

I nostri piedi ci sostengono, ci portano ovunque e parlano di

noi. I piedi sono la nostra radice e il punto di connessione e assorbimento delle forze della terra ma spesso sono le estremità del corpo di cui abbiamo meno consapevolezza, e alle quali non rivolgiamo grandi attenzioni..

Attraverso  un semplice il massaggio inizieremo a risvegliare la consapevolezza verso i nostri piedi.