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09.11.2020


Diwali: La festa della Luce

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Tra le più importanti festività indiane ce n’è una che celebra la vittoria del bene sul male: Diwali, la festa della luce

Diwali, o Deepawali, è tra le festività indiane quella che che potremmo associare, per importanza, al Natale cristiano. La festa dura cinque giorni e cade sempre tra il mese di ottobre e quello di novembre.

Le date variano a seconda delle fasi lunari. Il giorno di Diwali combacia con il 15esimo giorno di Kartik, il mese più sacro del calendario lunare induista.

Diwali viene anche chiamata la festa della luce per via dell’usanza di accendere numerose lampade di argilla fuori dalle case per simboleggiare la luce interiore che protegge dall’oscurità e dal male. Diwali, infatti, è anche la festa che celebra vittoria del bene sul male.

Col passare degli anni, Diwali è entrata a tutti gli effetti nelle festività indiane nazionali. Oggi è quindi celebrata non solo dagli induisti, ma anche da giainisti, buddisti e sikh. La divinità al centro di questa festa indiana è la dea Lakshmi, ma ogni giorno del Diwali ha un significato particolare.


Quest’anno scadrà il 14 novembre 

Celebrata in tutto il mondo

Il Diwali, o Deepavali, la festa della luce, un rituale che dura 5 giorni,  viene celebrato ogni anno da milioni di persone in tutto il mondo. Migliaia di candele vengono accese per simboleggiare la vittoria della luce sull’oscurità, del bene sul male, della conoscenza sull’ignoranza, della pace sulla guerra, della speranza sulla disperazione.

Il giorno esatto del Diwali viene calcolato secondo il calendario lunare, quest’anno il Diwali cade il 14 novembre  In questo articolo conosceremo meglio questa festa e vedremo come praticare nella nostra casa questo rito di rinnovamento, propiziando luce, prosperità, pace e celebrando la gioia di viverSignificato spirituale del Diwali

Questa festa è celebrata da Indù, Jainisti, Sikh e da Buddhisti della tradizione Vajarayana in Nepal e della tradizione Theravada in Myanmar. Per gli Indù il Diwali coincide con l’inizio del Nuovo Anno e il quinto ed ultimo giorno dei festeggiamenti si celebra con una Puja (rituale simbolico di offerta) che coincide con la notte più scura, quella della  Luna nuova o Amavasya.

Naturalmente ogni festività indù ha una storia o leggenda correlata e il Diwali ne ha diverse: quelle principali riguardano Lakhsmi, la dea della prosperità e del benessere, e Lord Rama e la sua consorte Sita, che dopo aver sconfitto i demoni ritornano finalmente al loro regno dopo un lungo esilio.

L’interpretazione simbolica ed energetica più interessante per il praticante di yoga tuttavia potrebbe essere quella che considera la teoria dei 5 elementi. Secondo questa teoria, l’elemento fuoco, Tej Tattwa, in questo periodo dell’anno è il più carente nell’atmosfera e, a causa di questo, le energie negative, chiamate demoni nelle ere antiche, esercitano una forte azione disturbante per tutte le persone.

Il Diwali nacque proprio per distruggere questi elementi stressanti presenti nell’ambiente: la festa simboleggia la vittoria dei pensieri divini verso le tendenze negative avverse e accende il Fuoco della passione spirituale.


Come celebrare il Diwali: 5 semplici passi

 • Tradizionalmente si inizia il Diwali 30 giorni prima con un digiuno di dieci giorni o un semi-digiuno con solo frutta o verdure, semi ed acqua. Per tutto il mese si elimina completamente qualsiasi alimento di origine animale.

 • La purificazione dell’ambiente. Si fanno delle pulizie straordinarie, a volte si ripitturano le pareti, si mette in ordine eliminando tutto il superfluo, si gettano o si donano gli oggetti che non si usano più. Questo è un rituale di purificazione per far circolare nuova energia nella nostra casa e nell’ambiente di lavoro.

 • Si recitano dei Mantra. Si usa soprattutto lo Shanti Path, per portare pace, prosperità e felicità nella nostra vita. Si prega per la salute e lunga vita dei nostri cari e per tutta l’Umanità. Si esprime un Sankalpa, cioè un desiderio o un proposito su cui vogliamo focalizzare le nostre energie.

 • Si decora l’interno e l’esterno della casa, i giardini e persino i tetti con candele accese per simboleggiare la luce interiore che disperde ogni traccia di oscurità ed ignoranza. Ogni luce che accendiamo simboleggia una buona qualità che desideriamo coltivare dentro di noi: possiamo accendere la candela della pazienza, della compassione, dell’amore, del perdono, della forza, una candela per ogni aspetto della nostra vita che vogliamo valorizzare. Si disegnano i rangoli, forme geometriche che ricordano i mandala, splendidi nella loro semplicità, che le donne indiane, abili maestre di quest’arte, tracciano sul pavimento delle loro case, con tecniche simili a quelle dei più complessi mandala tibetani, usando polvere di riso colorata, petali di fiori, specchietti ed altro ancora.

 • Si offrono incensi, fiori, frutta e dolcetti. Tradizionalmente l’offerta viene fatta al dio Ganesha o alla dea Lakhsmi, ma ognuno può manifestare gratitudine verso un maestro o una figura spirituale. Si offre in segno di amicizia sotto forma di cibo, rigorosamente vegetariano, e dolci ai propri vicini e colleghi. Si manifesta apertamente il proprio affetto verso i parenti prossimi e verso gli amici, aprendo la propria casa e cucinando per gli ospiti, si celebra con loro la gioia di vivere ballando, cantando, ascoltando musica e giocando. 

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